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Oratorio di San Giacomo (Sec. XVII) L'oratorio, situato in una posizione abbastanza isolata dal centro del paese, si trova su una collinetta appena dietro alla chiesa parrocchiale, circondato da vigneti e prati ricchi di fiori di campo. Luogo incantevole e romantico, è noto agli sposi, che nel giorno delle nozze, vi si recano per le fotografie!

"La chiesetta bianca" venne probabilmente costruita intorno alla seconda metà del XVII secolo in stile tipicamente barocco (quantomeno l'interno). Interessante e curata la facciata presenta un grande portone di legno, non lavorato ma dipinto di verde, ai lati due finestre con grate permettono alla luce di filtrare ed illuminare l'interno dell'oratorio.

Al di sopra delle finestre due particolari nicchie. Tra le due medesime, sopra il portone un bellissimo affresco raffigurante la Madonna col Bambin Gesù adorato da San Giacomo.
Al di sotto del timpano, contenente un'ulteriore nicchia altre tre finestrelle adornano la bianca facciata.
Purtroppo il muro laterale sinistro, a causa dell'umidità è in continuo sgretolamento, necessiterebbe pertanto di un immediato intervento, anche per evitare un peggioramento delle pareti interne. All'interno proprio sopra il portone una scritta in latino "Questa casa di Dio fu abbellita, dipinta, e inaugurata Da Leonardo e Giacomo Fradelizio nell'anno 1862...". L'oratorio venne poi riaffrescato nel 1980.

Sopra l'altare tre dipinti raffiguranti Santa Alessandrina (dx dell'altare), Santa Melania (sx dell'altare) e nel centro una tela in bianco e nero del XVIII sec raffigurante la Madonna col Bambin Gesù Sant'Antonio da Padova e San Giacomo.

La volta sovrastante l'altare raffigura un affresco che mostra degli angeli che reggono il tendone del cielo e che aprendosi permette la visione di un cielo stellato e della Madonna.

Nell'oratorio di San Giacomo, in passato, non venivano celebrate messe, salvo che nel giorno del 25 luglio e per le Rogazioni.


Rogazioni e 25 Luglio

Processione che si svolgeva in primavera per la benedizione della campagna, dove tutta la popolazione partecipava pregando e cantando inni sacri affinché la terra potesse dare buoni frutti.
Al mese di luglio i Trontanesi erano all'alpe con le bestie e quindi risultava difficile festeggiare il Santo in paese; si racconta però che in onore di San Giacomo, in alta montagna, alcuni prati non venivano tagliati fino al 25 luglio.
Fu il Reverendo Don Ettore Falda ad iniziare i festeggiamenti sul sacrato dell'oratorio con incanto delle offerte e merenda nostrana a base di pane nero, formaggio dell'alpe e buon Prunent per tutti !!

San Giacomo

Nato a Betsaida, era fratello di Giovanni Evangelista e figlio di Zebedeo e di Salome. Seguì Gesù fin dall'inizio della sua predicazione e, vittima di una prima persecuzione giudaica dopo la Pentecoste per cui fu imprigionato e flagellato, morì nel 42 d.C. durante la persecuzione di Erode Agrippa.
Secondo una tradizione non anteriore al VI secolo, Giacomo fu il primo evangelizzatore della Spagna, dove fu sepolto a Compostela.
Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlomagno, nel 814.
La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica

Bibliografia:
A Cura di

Associazione Culturale Con.tra.nova






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