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Oratorio di San Gregorio (Sec. XVI) La prima data rinvenuta dalle ricerche effettuate sull'oratorio di San Gregorio risale al 1668, quando un tal Petrino Bariletta accettò di principiare il maneggio delle elemosine del suddetto oratorio, precisamente l''8 Gennaio.
Principiare il maneggio significava gestire l'amministrazione dell'oratorio ed in particolare i curatori erano tenuti a rivendere ciò che veniva donato alla Curia dal popolo: formaggio, brente di vino, vitelli, capretti, ecc. al fine di pagare le spese di manutenzione dell'oratorio: aggiustare il tetto, le panche, acquistare lo stucco, la cera, pagare tre lire il curato perché si recasse in processione fino a Verigo per concelebrare la Santa Messa durante la festa di San Gregorio. Erano i curati della parrocchia di Santa Maria di Trontano a registrare quanto il curatore aveva ricavato e quanto aveva dovuto spendere per la gestione dell'oratorio; interessante è per esempio la notizia che nel 1748 non viene computata nei calcoli dell'amministrazione la mistura di grano ottenuta dai raccolti perché data ai mastri muri (muratori) i quali per il solo vitto lavoravano per la manutenzione dell'oratorio.
Nel 1750 sono invece stati pagati sessanta lire ai mastri muri Pirini per aggiustar gli stucchi dell'icona dell'altare, mentre sette anni dopo si dovette spendere per far le piode per riparare il tetto.

Si racconta che un signorotto, ritornato a Trontano dopo aver fatto fortuna all'estero, accusando forti dolori al ventre, richiese a San Gregorio la grazia di farlo guarire.
Il Santo lo esaudì e per riconoscenza l'uomo donò all'oratorio uno splendido lampadario di cristallo.
Il secondo lampadario di rame, è stato invece realizzato artigianalmente e pesa 12 kg.
Quando nel 1970 venne installata la corrente elettrica, le lampadine furono utilizzate per sostituire le candele.
Nel 1970 viene costituito il Comitato di San Gregorio che, tra gli anni '70 ed '80, assieme a Don Ettore Falda, fa ristrutturare l'oratorio e in particolare il campanile, la cui campana risale al 1729, fa tinteggiare le pareti ormai completamente rovinate e provvede alla la manutenzione del tetto.

San Gregorio Magno

Gregorio I, detto Magno, Papa, Dottore della Chiesa, Santo dal 1606, nacque a Roma nel 540 e morì il 12 marzo del 604. Il 3 settembre del 590 venne eletto Sommo Pontefice.
Nonostante la malferma salute, esplicò una intensa attività nel governo della chiesa, nella sollecitudine caritativa, nell'azione missionaria. Autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano.
Gregorio voleva un' Europa compatta ed unita nella fede e nella legge, nella libertà e nel rispetto della persona umana.
"Gli Imperatori, egli diceva, debbono essere sovrani di uomini liberi e non sovrani di servi". Per Lui era pacifico che Chiesa ed Impero dovevano aiutarsi a vicenda, Egli trovava logico che lo Stato si giovasse dell'azione morale del cristianesimo e che non si disinteressasse dei problemi sociali della Chiesa poiché nulla di quello che riguarda la vita della società può restare fuori della vita dello stato e l'uomo ed il cittadino non si possono spezzare in due parti che si ignorino o si escludano a vicenda.
Per le ammirabili gesta: inserire il mondo germanico nella società civile e convertire gli Inglesi alla fede di Cristo, è stato detto Magno e soprannominato Apostolo d'Inghilterra.
La ricorrenza della festività di San Gregorio Magno è il 3 Settembre, mistero ancora da scoprire è come mai a Verigo la festa viene fatta il 9 maggio, giorno in cui ricorre la festività di San Gregorio d'Ostia cardinale benedettino vissuto tra il 900 ed il 1000 che esercitò poteri di legato nella Navarra Spagnola.

La Casa di San Gregorio

La riproduzione della tela qui accanto rappresenta l'episodio della vita di S. Gregorio Magno, quando Gesù, a premiare la carità del pontefice che era solito quotidianamente ospitare 12 poveri, si aggiunse a loro in veste di pellegrino, svelando durante il pranzo la sua divina persona nell'atto di scoperchiare la coppa.
L'originale, probabilmente del XVII, è rimasto appeso fino al 1980 sopra l'altare dell'oratorio poi trasportato in Santa Maria di Trontano, ove ora è possibile ammirarlo alla destra dell'altare maggiore.


Bibliografia:
A Cura di

Associazione Culturale Con.tra.nova






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